martedì 8 maggio 2018

Recensione: Forever | Forever. Solamente io e te - Amy Engel (The book of Ivy #1 | #2)

Forever
(The Book of Ivy #1)
di Amy Engel  
Newton Compton Editori
Anno 2016
Pagine 256
Euro 5,99 (ebook)

Dopo una guerra nucleare senza precedenti, la popolazione degli Stati Uniti è decimata.
Un piccolo gruppo di sopravvissuti entra in conflitto per decidere quale famiglia andrà al governo del nuovo mondo. Il clan dei Westfalls perde lo scontro con quello dei Lattimer. Passano cinquant’anni e la comunità è ancora in pace, ma il prezzo è alto: ogni anno un rito assicura l’equilibro forzato tra le famiglie e così una delle figlie dei perdenti deve andare in sposa a uno dei figli di quella vincente. Quest’anno, è il mio turno. Il mio nome è Ivy Westfall, e la mia missione è semplice: uccidere il figlio del capo dei Lattimer, Bishop, il mio promesso sposo, e restituire il potere alla mia famiglia. Ma Bishop sembra molto scaltro oppure non è il ragazzo spietato e senza cuore che mi avevano detto. Sembra anche essere l’unica persona in questo mondo che veramente mi capisce, ma non posso sottrarmi al destino, io sono l’unica che può riportare i Westfall al potere. E perché questo accada, Bishop deve morire per mano mia…

Forever. Solamente io e te 
(The Book of Ivy #2)
di Amy Engel
Newton Compton Editori
Anno 2017
Pagine 256
Euro 5,99 (ebook)

Sono ancora viva. A malapena. Il mio nome è Ivy Westfall. Ho sedici anni e sono una traditrice. Tre mesi fa, sono stata costretta a sposare il figlio del Presidente, Bishop Lattimer – come è stabilito che facciano tutte le figlie del clan perdente nella guerra che sono cedute in matrimonio ai figli dei vincitori. Ma io ero diversa. Io avevo una missione segreta da portare a termine: uccidere Bishop. Invece, mi sono innamorata di lui. Ora sono una reietta, abbandonata al mio destino e devo sopravvivere nella ferocia brutale delle terre al di fuori della civiltà. Eppure, anche qui, c’è speranza. C’è vita oltre la recinzione. Ma non posso correre più veloce del mio passato. E ogni giorno il mio cuore si chiede se riuscirà mai a battere di nuovo come un tempo...
Ero entusiasta di poter finalmente leggere questa duologia, su cui ho raccolto pareri sia positivi che negativi. Tuttavia non sono partita prevenuta, anzi, avevo delle sensazioni positive. Perché si trattava di una storia distopica, post-apocalittica, con una forte componente romance young adult, e soprattutto con uno dei cliché che più mi piace: il matrimonio/convivenza obbligata per motivi esterni alla coppia protagonista. Mi aspettavo una palpabile tensione tra i due protagonisti... e invece qui nada. Una lettura ni
Ivy Westfall è la voce narrante che ci descrive la vita dentro e fuori Westfall, una città di ottomila persone che porta il suo cognome di famiglia. Una dittatura (?) gestita dal presidente Lattimer. Il suo rivale è Westfall, il padre di Ivy appartiene. Eppure, al di fuori della recinzione dove la vita è davvero dura (o così ci viene raccontato), a Westfall si vive talmente bene che le persone vivono in casette carine e i vicini ti invitano a fare i barbeque, in una parodia mal riuscita degli anni '50.
La storia parte quando Ivy e Bishop, figlio di Lattimer, si sposano. Lui ha diciotto anni, lei sedici ed è convenzione che i ragazzi vengano accoppiati e fatti sposare quanto prima perché la popolazione è sempre di meno e prima si fanno dei figli, meglio è. Ceeerto, perché in un mondo pericoloso (come penso io a ciò che rimane dopo un apocalisse nucleare), fare figli è il primo pensiero che si ha. 
Ivy è caratterizzata abbastanza bene, anche se personalmente non mi è piaciuta granché: è una ragazza giovanissima con tanti dubbi e paure, in balia del padre e della sorella che vogliono recuperare il potere su Westfall, imporre la democrazia sognata dal nonno (anche se non mi pare sia proprio questo il loro scopo ultimo), sogno  a loro dire strappato via dai cattivacci dei Lattimer.
Cosa non mi è piaciuto di più è la netta distinzione di tutti i personaggi che, o sono buoni fino al parossismo (come Bishop e Ivy), o sono cattivi senza redenzione (come Mark e Callie). Insomma, non ci sono vie di mezzo. Bishop è colui che più mi ha deluso. Lui è il buono per eccellenza, gentile, ascolta tutti, non costringe Ivy a fare nulla tranne a essere se stessa, la perdona, la incoraggia. E non ha un solo difetto. Insomma, una palla, mi spiace dirlo, ma l'ho trovato noioso. Forever mi è certamente piaciuto più del seguito. Cosa altro non ha funzionato? 
Secondo me c'è troppa carne al fuoco, per quanto riguarda il world building, un mondo post-apocalittico in cui la società, o meglio, ciò che rimane della società umana è costretta ad avere a che fare con un mondo pericoloso. L'autrice infila questioni morali, politiche, etiche una dietro l'altra, facendocele vedere attraverso gli occhi di un'adolescente che fa più domande di quante risposte possa ricavarne da sola. I diritti della donna, quelli dei colpevoli di reati più o meno gravi, la pena di morte, la democrazia, il rispetto delle libertà personali sono solo alcuni temi trattati a mio dire troppo superficialmente. Il post-apocalittico va bene come campo per discutere di queste tematiche, ma va fatto con cognizione di causa, non tanto per riempire. 
Un esempio per tutti: ovvio che Mark Laird meriti la morte dopo il reato di cui si è macchiato (e anche qui, se ne potrebbero fare di discussioni a non finire), ma se il reato fosse stato meno grave? Avrebbe giustificato ciò che gli accade? La stessa Callie non è una santa, ma il suo destino è decisamente estremo. Per non parlare della risoluzione finale. Insomma... ATTENZIONE SPOILER! ...basta che Lattimer padre e Westfall padre muoiano per instaurare la democrazia in città? Erano tutti, ma proprio tutti schierati? Davvero? Troppo semplicistico. FINE SPOILER
Lo stile non mi ha colpito, l'autrice a volte si perde dietro troppi dettagli inutili e diventa noiosa - come nella prima parte del secondo volume. La stessa Ivy si perde in seghe mentali noiose e del tutto ingiustificate che allungano il brodo e la parte romance. Che, neanche a dirlo, non mi ha fatto palpitare il cuore. Peccato.
Due stelle e mezzo

14 commenti:

  1. Ti dirò la verità: nonostante l'ambientazione post-apocalittica (che di solito mi intriga), questo titolo in particolare non mi ha mai attirato più di tanto... Dopo aver letto la tua recensione, poi, non ho più dubbi: credo che me ne terrò abbondantemente alla larga! :)

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    1. Fai bene ;) Un vero peccato, secondo me c'erano le base per una serie spettacolare, e invece nisba Y_Y

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  2. Aiuto! Questa è un'altra delle serie che mi aspettato tutte impolverate sullo scaffale e che ho da recuperare. Certo che dopo la tua recensione mi sa che resterà lì ancora un pochino.

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    1. Ops XD Falle prendere un altro po' di polvere, dai ;)

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  3. Il primo mi era piaciuto abbastanza, ma mi aspettavo che il secondo spaccasse. E lo ha fatto, ma non nel modo che avrei voluto. Ha solo rotto le palle... XD Quindi concordo. E poi la traduzione del secondo è davvero terribile.

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    1. Il primo volume è stato carino, l'ho divorato, nonostante i dettagli ni; ma nel complesso no, proprio no. Invece non ho trovato scivoloni nella traduzione, o forse, semplicemente, non ci ho fatto proprio caso ^^"

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  4. Non mi ispirava prima figurati adesso che ho letto la tua recensione...

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  5. Il primo non mi era dispiaciuto, migliorabile ma godibile. Nel secondo avrei voluto un'altra apocalisse per spazzare via tutti, una palla!
    Ottima analisi, concordo con tutte le critiche fatte e Bishop è veramente troppo buono, che noiaaaaaa

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    1. Ihihih, verissimo, il secondo è una palla, molto più del primo, molte pagine le ho saltate a piè pari... Avevi ragione tu alla fine! La prossima volta ascolterò i tuoi saggi consigli di NON lettura <3

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  6. Okay, ho deciso: non lo leggerò mai XD

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    1. Non ti perdi granché, fidati ;)

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  7. Nooo che delusione. Ogni tanto ero indecisa se iniziare o meno questa serie dopo tutte le recensioni che ho letto ma tu mi hai fatto passare la voglia. Da una parte sono contenta perché è una saga in meno da recuperare. I personaggi maschili troppo buoni, carini, gentili e pucciosi mi fanno cadere il latte alle ginocchia, mica perché devono essere necessariamente cattivi però devono avere il loro perché. Vabbe va meglio così 😜

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    1. Troppo buonismo non è "naturale", mettiamola così. Un difetto qui e la ci vuole! Povero Bishop, mi aspettavo grandi cose da lui Y_Y Comunque meglio così, hai un altra libreria piena di serie e saghe da recuperare, una in meno non ti fa male ;) :P

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